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Ci separiamo! Cosa succede ai nostri figli?

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In generale...

Quando all’interno di una famiglia i genitori si separano, tutto il nucleo familiare (anche allargato, quindi nonni, zii, ecc..) viene fortemente coinvolto, sul versante sia organizzativo che emotivo.

Si può quindi dire che non sono solo i coniugi a separarsi, ma tutti nella famiglia devono affrontare questo processo. 

Le conseguenze sui familiari.

Già negli anni settanta i ricercatori avevano scoperto che le risposte alla separazione da parte sia dei bambini che degli adulti possono essere molto diverse tra loro, a seconda di come si vive emotivamente tale evento:

non esiste un solo tipo di reazione alla separazione, e questo perché non esiste un solo tipo di separazione (ci si può infatti separare in tanti modi).

Gli effetti sui figli della separazione tra i genitori risentono molto di un insieme di eventi anche esterni alla dinamica della separazione stessa: eventi di tipo sociale, economico, legale e psicologico. Tali eventi hanno il potere di amplificare o al contrario di attenuare lo stress legato all’atto della separazione, e sono quindi molto importanti da considerare.

Una informazione importante da sapere è che i disagi maggiori tra i membri della famiglia, sia adulti sia bambini, si hanno solitamente entro i primi due anni dalla separazione. Dopo un anno e mezzo circa infatti quasi tutti i bambini trovano un certo equilibrio, superando le maggiori problematiche.

L’incidenza di disturbi importanti e persistenti nei figli di genitori separati è fortunatamente bassa: le ricerche infatti indicano che il 70-80% dei bambini con genitori separati non manifesta problemi durevoli (Hetherington,1992).

Va poi detto che nei casi in cui questi disturbi si manifestano, è sempre stata osservata anche una problematica irrisolta a carico della coppia genitoriale, che si è separata “male”.

imgsepar2È stato dimostrato chiaramente che se i figli di genitori separati mantengono uno stato importante di disagio oltre i due anni, ciò è dovuto al fatto che la separazione non ha migliorato una situazione problematica già esistente nella famiglia, ma l’ha aggravata.

Alcuni autori nello specifico suggeriscono che il modo con il quale i bambini si adattano alla separazione dei genitori dipende per lo più da come i genitori stessi gestiscono questo processo (Emery e Forehand,1994). La capacità dei bambini di adattarsi alla separazione dei genitori dipenderà quindi dal grado di maturazione dei genitori e dalla loro capacità di collaborare nella separazione.

Cosa dire ai bambini?

I bambini hanno bisogno di una spiegazione della rottura familiare che sia adeguata alla loro età e alla loro personalità. Hanno bisogno di capire che, nonostante non vivano più con entrambi i genitori, essi rimarranno comunque legati a loro, e che entrambi i genitori li continueranno a seguire. Se i bambini avranno una spiegazione chiara e sincera delle ragioni che hanno portato i loro genitori a separarsi, allora potranno smettere di pensare di essere loro (come spessissimo accade) i responsabili della separazione. O ancora potranno smettere di pensare che che “sforzandosi”, loro potranno far tornare unita la famiglia. Questi ulltimi due pensieri nei bambini (la colpa e la "responsabilità di tenere uniti mamma e papà) se non trattati ed eliminati sono fonte di enormi sofferenze per i figli di genitori separati.

Quali conseguenze per i figli di genitori separati?

È importante sapere che i bambini appartenenti a famiglie “divorziate” non sono in realtà più a rischio di bambini i cui genitori non hanno divorziato.

È stato infatti provato che i figli di genitori separati mostrano difficoltà da due a tre volte superiori rispetto ai bambini appartenenti a famiglie “non separate” solo nel caso in cui siano stati esposti ad un ambiente familiare caratterizzato da alta conflittualità. Ciò significa quindi che i disturbi mostrati da questi bambini non sono direttamente determinati dalla separazione dei genitori, ma invece alla conflittualità tra i loro genitori.
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Importanti ricerche hanno proprio dimostrato una stretta correlazione tra conflitto tra i genitori (uniti o separati) e malessere psicologico dei figli (Amato e Rezza, 1994; Camara e Resnick,1988; Elliot e Richards,1992; Emery e Forehand,1994; Jenkins,Smith e Graham,1988; Jenkins e Smith,1990).

Una storica ricerca svolta in California nel 1968 ha messo in luce che almeno parte delle difficoltà comportamentali e psicologiche riscontrate in figli di genitori separati erano già presenti prima che marito e moglie si dividessero.

Secondo i ricercatori il conflitto tra i genitori è il fattore fondamentale che danneggia lo sviluppo dei figli e genera in loro problemi di comportamento. In molti casi, tale conflitto può precedere di anni la separazione.

Quindi è più importante che i genitori non siano in conflitto piuttosto che siano insieme. Questo è un concetto importantissimo, che sfata la diffusa credenza che "per i figli" sia meglio che i genitori restino insieme. Il bene dei figli lo fa una coppia genitoriale non conflittuale. 

Anche studi italiani (Francescato,1992) su questo tema mettono in luce che quando i genitori sono in conflitto, i figli spesso hanno problemi emotivi e comportamentali, ma il fatto che i genitori siano insieme o separati ha poca influenza sul loro benessere psicologico.imgsepar4

Come detto quindi il punto sembra essere che la vera causa delle difficoltà emotive e comportamentali nei bambini non è l’avere o meno dei genitori separati, quanto piuttosto l’avere dei genitori in conflitto tra loro. 

Perchè è dannoso per un bambino avere dei genitori in conflitto?

Il ruolo nocivo della conflittualità tra i genitori sui figli si può spiegare con il fatto che il conflitto prolungato tra i partner crea un clima familiare più teso, e i due genitori, occupati a litigare, sono meno disponibili con i figli. Questi ultimi per catturare la loro attenzione spesso si comportano “male” ed esasperano alcuni normali segnali di ricerca di attenzione, perpetuando così un circolo negativo di rapporti.

Oltre a ciò, altri due fattori sono molto importanti:

- il conflitto genera tensione emotiva e dolore, ed i bambini per crescere sani hanno bisogno di ambienti sereni ed armonici

- l'esempio di due genitori in lite, soprattutto se prolungata e accesa, porta il figlio a ritenere che quella sia la normalità dei rapporti tra coniugi, e tenderà quindi drammaticamente a riprodurre con la propria compagna/compagno le medesime modalità relazionali (questo fenomeno è chiamato dagli psicologi la "trasmissione intergenerazionale del disagio familiare").

Cosa chiedono i figli?

Uno studio su 40 ragazzi tra i 7 e i 18 anni, i cui genitori erano separati da almeno 4 anni, ha evidenziato come tutti i ragazzi avessero affermato di aver provato sollievo dopo il divorzio dei genitori.

La maggior parte di questi ragazzi aveva sentito litigare i genitori per anni e, in molti casi, in modo violento.
Ciò detto, va tenuto presente che anche i figli di genitori che non litigavano apertamente testimoniano che la distanza e la freddezza tra madre e padre avevano creato un clima molto “inquieto” in famiglia.

Tutti i ragazzi intervistati hanno sostenuto di aver sofferto molto e di aver vissuto una forte tensione per il disaccordo tra i genitori. Mentre i genitori litigavano, i bambini di più di 4 anni erano molto addolorati e, sentendosi tristi, spesso piangevano soli nella loro stanza. Nelle stesse condizioni altri bambini hanno ricominciato a bagnare il letto durante la notte e ad avere incubi, mentre i ragazzi più grandi avevano problemi scolastici e non riuscivano a concentrarsi sui compiti. Se alcuni sono riusciti a trovare l’appoggio dei fratelli, per altri le liti tra genitori hanno minato proprio i rapporti coi fratelli, che si sono schierati con uno o con l’altro genitore (Giddens,1991).

Se è naturale che per i figli una coppia genitoriale unita sia la condizione preferita naturalmente, tale preferenza passa chiaramente in subordine rispetto alla vera richiesta di una coppia genitoriale non conflittuale ed armonica, indipendentemente dal fatto che i genitori stiano o meno insieme. 

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Quando separarsi?

Rispetto alla decisione di separarsi è effettivamente difficile stabilire quando il livello di conflitto tra genitori è così elevato da causare danni ai figli, e quindi è meglio separarsi (Lasch, 1981; 1985; 1991).

Oltre all’intensità del conflitto, sembra infatti importante la sua durata: i figli di famiglie unite i cui genitori hanno conflitti duraturi, stanno peggio (evidentemente) di bambini di famiglie unite ma non conflittuali, ma anche (inaspettatamente) di bambini che appartengono a famiglie separate.

I “figli del dissidio perpetuo” (Savater, 1992) sono infatti più depressi, impulsivi, iperattivi, ed hanno più problemi comportamentali a casa e a scuola di tutti i loro coetanei.

Nella decisione di separarsi quindi vanno considerate, dal punto di vista del benessere dei figli, alcune variabili, quali l'intensità del conflitto tra i genitori (i genitori non dovrebbero mai litigare davanti ai figli, soprattutto poi in modo violento), la sua durata (litigi tra i coniugi sono normali in tutte le famiglie, ma non è normale che un rapporto di coppia risulti, apertamente o no, conflittuale per diverso tempo), la capacità di recuperare la serenità e di vivere in armonia nella famiglia (se quindi una coppia litiga piuttosto che confrontarsi, se viene meno l'ascolto reciproco, se mancano il rispetto ed il sostegno vicendevole).  

Quando una coppia vive una situazione di conflitto che non si modifica ma anzi tende a cronicizzare, è importante che subito chieda aiuto per risolvere la situazione, per ritrovare una progettualità sana ed evolutiva, adeguate modalità di comunicare, rispetto e supporto, così importanti per crescere figli psicologicamente sani ed equilibrati. 

E' possibile che nella fase di separazione il conflitto piuttosto che diminuire aumenti? 

Questo è possibile e a volte accade. Per molte coppie che stanno divorziando infatti il conflitto può aumentare piuttosto che diminuire (Simpson e altri, 1995). Ciò accade quando rapporti già negativi possono ulteriormente peggiorare a seguito del divorzio, o deteriorarsi nettamente, passando da uno stile di relazione di tipo “neutrale” ad uno “astioso”.

Gli psicologi considerano il livello di conflitto tra due coniugi in fase di separazione una importante unità di misura del livello di cronicizzazione del conflitto pre-esistente anche se esso poteva non essere manifesto nè esplosivo. 

Come crescono i figli di genitori separati?

La ricerca scientifica avviata ormai diversi decenni fa ha stabilito che non vi sono grandi differenze tra i figli di genitori uniti o separati per quanto riguarda ad esempio la fiducia nell’altro sesso, la stabilità delle relazioni affettive, il grado di soddisfazione nella vita o il rapporto con la madre.

Si è trovata conferma che i figli di genitori separati cominciano prima a contribuire al proprio mantenimento, sono più indipendenti, vanno prima a vivere per conto proprio, hanno più amici e li frequentano più spesso rispetto ai loro coetanei con i genitori uniti. Oltre a ciò i figli maschi di genitori separati rivelano una maggior tendenza ad attribuire a se medesimi il controllo del proprio comportamento, sentendo cioè di poter intervenire loro stessi in modo più incisivo nel determinare la loro vita. Questa è una caratteristica valutata positivamente dagli psicologi dell’età evolutiva.

Come è facile aspettarsi i figli di genitori separati descrivono il clima familiare prima della separazione come teso, e affermano che tale conflitto tra i genitori ha avuto su di loro effetti negativi.

I figli di genitori conflittuali (separati o conviventi) hanno invece più di frequente un rapporto difficile con il padre e nel 15 % circa dei casi ammettono di aver avuto problemi scolastici e personali che li hanno condotti a rivolgersi ad uno psicologo o ad uno psichiatra.

Conclusioni.

Nel parlare degli effetti della separazione sui figli, va detto che certamente il figlio “subisce” la decisione dei genitori di separarsi, e che la separazione della coppia genitoriale è sempre una fonte di fatica e sofferenza per i figli.

Ciò detto, quando la separazione diviene l'unica via per interrompere una situazione di conflitto cronico e dannoso, le variabili personali dei figli (quelle cioè legate all’età e alle tappe dello sviluppo psicologico raggiunto) risultano un elemento importantissimo, che insieme al clima emotivo tra i genitori durante la separazione può fare la differenza: quando infatti i bambini mantengono un buon rapporto con entrambi i genitori anche se sono separati gli effetti negativi del divorzio sono molto mitigati ed anzi possono emergere delle risorse inaspettate.

imgsepar6Come abbiamo visto quindi separarsi “bene” risulta un fattore estremamente protettivo per i figli, mentre la conflittualità familiare (sia che i genitori restino insieme sia che si separino) risulta un fattore fortemente dannoso per l’equilibrio emotivo dei figli.

Tutte le situazioni familiari che vanno verso una separazione dei genitori devono poter beneficiare di un aiuto psicologico competente e qualificato, in grado di sostenere i genitori nel difficile processo della separazione e della contemporanea educazione dei figli, e i figli devono poter essere sostenuti nel processo di mantenimento dell’attaccamento ad entrambi i genitori e di accettazione della loro separazione.

Le situazioni più complesse, ovvero quelle nelle quali la separazione rimane più difficile e la conflittualità tra i genitori alta e duratura, sono quelle ancora più bisognose di un aiuto, che in affiancamento della rete familiare dei parenti (se presente) e degli amici più stretti può contribuire a contenere i danni sul sistema emotivo dei figli, danni che purtroppo in tali condizioni certamente si verificheranno.

Tra gli strumenti di “cura e sostegno” oggi disponibili per aiutare le famiglie in difficoltà e quelle in fase di separazione possono essere ricordati: il sostegno psicologico individuale ai figli, i “gruppi di parola” per i bambini figli di genitori separati o in via di separazione, il sostegno psicologico alla coppia che si sta separando, il sostegno psicologico ai genitori singolarmente, la mediazione familiare.

Sarà lo psicologo o il professionista individuato dalla coppia in via di separazione a stabilire con la coppia stessa gli strumenti di intervento più adatti alla situazione specifica. 

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Dott. Marco Schneider,
Psicologo e Psicoterapeuta sistemico-familiare, 
Esperto di psicologia della coppia e 
psicologia dell’età evolutiva,
Rho
Dott.ssa Stefania Ferrari,
Psicologa e mediatrice familiare,
Rho

Bibliorafia

  • Berger M., Gravillon I., “I miei genitori si separano – come aiutare i figli quando mamma e papà si separano”, De Vecchi, Milano, 2007.
  • Dowling E., Gorrell Barnes G., “Lavorare con i bambini e i genitori nel processo di separazione e divorzio”, FrancoAngeli, Milano, 2004.
  • Emery Robert E., “La verità sui figli e il divorzio – gestire le emozioni per crescere insieme”, Franco Angeli,Milano, 2008. 
  • Francescato D., “Figli sereni di amori smarriti”, Mondadori, Milano,1994.
  • Mazzoleni C., “Empowerment familiare”, Erickson, Trento, 2004.
  • Mizzau M., “E tu allora? – il conflitto nella comunicazione quotidiana”, Il Mulino, Bologna, 2002.
  • Oliviero Ferraris A., “Dai figli non si divorzia”, Bur, Milano, 2005.
  • Vegetti Finzi S., “Quando i genitori si dividono”, Mondadori, Milano 2005.

Sitografia

Ferrari S., “Ci separiamo!...E i figli? Le emozioni dei figli e gli effetti della separazione”, Tesi di specializzazione in Mediazione familiare, pubblicato in www.psicologo-rho.com, 2011.

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