Dott. Marco Schneider
Psicologo e Psicoterapeuta

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La psicoterapia

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Che cosa è la Psicoterapia?

La Psicoterapia è la forma di elezione per il trattamento dei disturbi psicologici individuali, di coppia o familiari.
Essa si compone di una serie di sedute che il paziente fa recandosi dallo Psicologo al fine di guarire i propri disagi o sintomi (ovvero cercare di superare, rileggendoli criticamente, blocchi evolutivi, difficoltà nel rapporto con se stessi o con gli altri, sintomi psicologici o ancora conflitti con il proprio sistema di appartenenza).

Quali problemi può trattare una Psicoterapia?

Le problematiche che tipicamente vengono riconosciute come trattabili con una Psicoterapia sono molte: dai sintomi specifici quali le paure, le fobie, inibizioni, problemi sessuali, ossessioni, compulsioni, ecc.., a sindromi psicologiche più definite come depressione, ansia, attacchi di panico, disturbi alimentari, fino a difficoltà relazionali, conflitti, abuso di sostanze, dipendenze, violenze, devianza minorile, ecc...

Anche patologie gravi quali le psicosi o i disturbi di personalità sono trattati con la Psicoterapia, in affiancamento però spesso ad una presa in carico più ampia dove i professionisti coinvolti non sono solo lo psicoterapeuta, ma anche lo psichiatra, l'assistente sociale, l'educatore, ecc.. e dove vi può essere anche una cura farmacologica associata.

Nel caso dei bambini, la Psicoterapia con loro è utile soprattutto nelle situazioni di difficoltà familiari, conflittualità tra i genitori, maltrattamenti, separazioni, affidi e adozioni, decessi di parenti stretti, ecc...
Secondo alcuni orientamenti la Psicoterapia con i bambini è utile anche nel caso di sintomi specifici quali ansia, fobie, ossessioni ecc.., anche se attualmente tutti gli studiosi concordano sulla necessità di un importante coinvolgimento della famiglia (soprattutto dei genitori) nel trattamento, e sulla difficoltà nel trattare dei bambini i cui genitori non collaborano.

Chi è lo Psicoterapeuta?

Lo Psicoterapeuta è uno Psicologo o (solo in alcuni casi) un Medico, laureato in Psicologia, che ha successivamente alla Laurea maturato una formazione specialistica di almeno di 4 anni, ed è il solo autorizzato a condurre sedute psicoterapeutiche. 

Indipendentemente dall’orientamento del terapeuta, ogni professionista deve essere abilitato all’esercizio della Psicoterapia ed essere iscritto all’Albo degli Psicoterapeuti del proprio Ordine Psicologi di appartenenza. I nominativi degli psicoterapeuti sono pubblici e reperibili on line (o informandosi presso l'Ordine Psicologi di appartenenza del terapeuta).

Lo Psicoterapeuta, così come lo Psicologo, non può prescrivere farmaci. Non è esperto nella psicofarmacologia e non può dare consigli in merito.

Lo Psicoterapeuta è invece specialista nella "terapia del senso e della parola" e nella gestione delle relazioni interpersonali. Discute e riflette con il paziente sulle difficoltà di quest'ultimo e sulla elaborazione di strategie di miglioramento di problemi personali e relazionali. Tratta anche il rapporto del paziente con i farmaci (se esso risulta problematico).

Normalmente in caso di pazienti che assumo farmaci, lo Psicoterapeuta si raccorda con il medico curante del paziente per avere sotto controllo l'andamento della terapia farmacologica.

Molti sono gli orientamenti psicoterapeutici attualmente presenti nel panorama scientifico, diversi dei quali anche riconosciuti dalla legge (le “Scuole di Psicoterapia”, riconosciute dal MIUR, Ministero della Istruzione e dell’Università).

Saper condurre una psicoterapia presuppone che il terapeuta sia un professionista esperto, abbia svolto adeguate formazioni, si aggiorni periodicamente e sia in grado di accogliere, leggere e trattare adeguatamente i disturbi del proprio paziente, indicandogli il trattamento più adeguato alla sua situazione (consenso informato) e seguendolo (se di propria competenza specialistica) durante tutto il percorso di cura.

Come sono organizzate le sedute di Psicoterapia?

Rispetto alla organizzazione delle sedute di psicoterapia, esse possono essere individuali, di coppia o familiari, e con una durata variabile tra i 45 minuti e le 2 ore (a seconda del numero dei partecipanti e degli obiettivi della seduta). Possono venire coinvolti nel percorso psicoterapeutico bambini, adolescenti, adulti ma anche parenti (nonni, zii, cugini) ed in alcuni casi amici e conoscenti.

Sia la durata delle singole sedute che la frequenza degli incontri vengono sempre preventivamente concordati con il paziente. 

Ogni quanto è necessario fare una seduta?

Le sedute individuali (per gli adulti) si svolgono normalmente con una frequenza settimanale o quindicinale.
Nel caso di bambini o adolescenti normalmente la frequenza è un pò più intensa (uno o in alcuni casi due incontri a settimana).
Alcuni orientamenti prevedono frequenze elevate (2 o 3 volte la settimana) anche per gli adulti, sebbene tali opzioni non siano oggi più così frequentemente scelte (per ragioni di tipo sociale ma anche tecnico) e riguardino una minoranza dei trattamenti psicoterapeutici.
Le sedute di coppia o familiari (dopo una prima fase a volte più intensa) hanno generalmente una cadenza quindicinale o mensile, a seconda delle situazioni e delle necessità osservate.
L'attuale panorama scientifico si compone di orientamenti teorici che prevedono percorsi di Psicoterapia "a lungo termine" (di stampo preminentemente psicoanalitico), ed altri che sviluppano percorsi di terapia più brevi e mirati.
Il termine "psicoterapie brevi" si riferisce in parte al numero di sedute previste (da 10-15 a 30-40) ma soprattutto all'approccio al problema del paziente: nelle terapie "di lungo corso" infatti, le sedute (e quel che succede in esse) assumono un ruolo fondamentale nella terapia stessa, e proprio la relazione paziente-terapeuta è uno degli argomenti maggiormente trattati, mentre nelle terapie cosiddette "brevi" le sedute sono di norma meno frequenti ed il paziente è stimolato a riflettere soprattutto sulle esperienze che fa al di fuori della stanza di terapia, nella sua vita "vera". Dopo un certo periodo, soprattutto nelle terapie "brevi", viene discussa con il paziente la possibilità di fare (a tempo debito ed in condizioni protette) degli "esperimenti" di cambiamento nel suo contesto di vita, che vengono poi analizzati con il terapeuta per coglierne il senso ed il potenziale trasformativo.

Quanto dura una psicoterapia?

È bene dire che rispetto alla durata, ogni Psicoterapia è un percorso a sè.
La conclusione della Psicoterapia è stabilita dal paziente in accordo con il terapeuta, ed avviene di norma quando il paziente sente di aver raggiunto i propri obiettivi di cambiamento e quando si sente in grado di affrontare (o provare a farlo) i compiti della vita in modo autonomo, senza l'aiuto del terapeuta, attrezzato da un bagaglio di esperienze e riflessioni che lo ha aiutato a creare una propria "rete di sicurezza" in grado di attutire (o anche prevenire) ulteriori cadute e sofferenze.

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